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John Locke
Considerato uno dei primi empiristi britannici, seguendo la tradizione di Francesco Bacone, Locke è altrettanto importante per la teoria del contratto sociale. Il suo lavoro ha influenzato notevolmente lo sviluppo dell'epistemologia e della filosofia politica. Tra le opere più importanti si annoverano ''Lettera sulla tolleranza'' (1689), ''Due trattati sul governo'' (1689/90) e ''Saggio sull'intelletto umano'' (1689/90).I suoi scritti influenzarono Montesquieu, Voltaire, Jean-Jacques Rousseau e molti pensatori illuministi scozzesi, così come i rivoluzionari americani. I suoi contributi al repubblicanesimo classico e alla teoria liberale si riflettono nella Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. A livello internazionale, i principi politico-giuridici di Locke continuano ad avere una profonda influenza sulla teoria e la pratica del governo rappresentativo limitato e sulla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali nell'ambito dello stato di diritto.
La filosofia della mente di Locke è spesso citata come l'origine delle moderne concezioni dell'identità personale e della psicologia del sé, e ha un ruolo di primo piano nell'opera di filosofi successivi, come Rousseau, David Hume e Immanuel Kant. Egli postulò che, alla nascita, la mente è una tabula rasa. Contrariamente alla filosofia cartesiana basata su concetti preesistenti, sosteneva che nasciamo senza idee innate e che la conoscenza è invece determinata solo dall'esperienza derivata dalla percezione sensoriale, un concetto oggi noto come empirismo. Locke è spesso accreditato per aver descritto la proprietà privata come un diritto naturale, sostenendo che quando una persona – metaforicamente – mescola il proprio lavoro con la natura, le risorse possono essere rimosse dallo stato comune della natura. da Wikipedia